Corteo a Busto Arsizio

Corteo a Busto Arsizio

L’Assemblea Antifascista contro il green pass di Bologna appoggia e partecipa all’iniziativa dell’Assemblea Popolare di Busto Arsizio
26 FEBBRAIO
C O R T E O
ore 15:00 in Piazza Trento e Trieste
a BUSTO ARSIZIO

MANIFESTIAMO CONTRO IL GREEN PASS

L’introduzione del lasciapassare “sanitario” e la sua proroga illimitata (come da intenzioni del governo Draghi) significano la realizzazione definitiva della società della sorveglianza: una società distopica dove il controllo sugli individui diventa totale attraverso la digitalizzazione di ogni ambito e attività della vita e nella quale i diritti e i servizi sociali vengono concessi solo se in possesso dei requisiti di “bravo cittadino” (non è un caso che in Italia esso sia gestito dal ministero dell’economia…), sul modello del “credito sociale” cinese. Anche se dovesse terminare lo stato di emergenza, la certificazione verde o una sua variante (vedi l’Identità Digitale Europea) verrebbe mantenuta, se non ci opponiamo risolutamente: il Green Pass va respinto in toto, senza se e senza ma! Leggi tutto “Corteo a Busto Arsizio”

S.I. Cobas: iniziativa a Bologna

Iniziativa SICOBAS a Bologna

Finalmente sul fronte della coscienza collettiva e delle lotte qualcosa si muove anche nel mondo del lavoro.

Questa iniziativa indetta dai S,I.Cobas a Bologna, alla quale hanno per ora aderito CUB e Emilia Romagna Costituzionale, sblocca dal torpore il mondo del lavoro e crea un precedente che non potrà essere minimizzato come ‘no-vax’, ‘no-pass’, ‘no-tutto-quello-che-critica-il-draghistan’.

Ci auguriamo che l’iniziativa divenga ‘virale’, contagiando altri sindacati di base ed altri gruppi di compagni, da troppo tempo assenti.

NO GREEN PASS
NO STATO DI EMERGENZA
Da due anni viviamo sotto il regime dello “stato di emergenza”: i cortei sono vietati, le assemblee e le riunioni sono vietate o ristrette, i diritti basilari sono limitati da decreti arbitrari e grotteschi. La finanza internazionale ha imposto il proprio governo, il governo Draghi, col compito di svendere il paese e disciplinare la popolazione: i tagli alla sanità (altri 6 miliardi in meno quest’anno), le privatizzazioni, la maniacale repressione del dissenso, l’aumento delle bollette e dell’inflazione, i licenziamenti di massa e la macelleria sociale che abbiamo subito negli ultimi mesi non sono che l’inizio di quella chechiamano “la nuova normalità”.

Assemblea Militante

Per una opposizione di classe alla gestione autoritaria della pandemia

Il frutto del confronto tra molteplici realtà antagoniste e di classe non sopite alla narrazione tossica dominante, ha prodotto un documento che sintetizza, le analisi prodotte contro la gestione autoritaria della pandemia. Assemblea militante , è il nome che si è data questa rete di compagn* che si propone come spazio di confronto e di azione condivisa nella direzione di unificare tutti i piani dello scontro con il capitale.

Per una opposizione di classe alla gestione autoritaria della pandemia
da Assemblea Militante
30 dicembre 2021
contatti: assemblea_militante @ inventati.org
A due anni dalla diffusione del virus SARS-CoV-2, risulta sempre più manifesto l’utilizzo politico dell’epidemia da parte dei governi della maggiorn parte dei Paesi del mondo e soprattutto del grande capitale, in particolare nei paesi imperialisti come l’Italia.
Sin dall’inizio si è dato vita ad una campagna d’informazione terroristica che ne esagerava i pericoli, tesa ad alimentare angosce e paure tra la popolazione.
Se la stragrande maggioranza dei contagiati sono asintomatici o con sintomi lievi, è vero che nella parte restante la malattia può avere un decorso anche grave, con conseguenze polmonari e cardio-vascolari che possono portare ad esiti letali; ma ciò vale principalmente per le persone molto anziane e/o con diverse patologie pregresse, e soprattutto in assenza di terapie adeguate e tempestive. Leggi tutto “Assemblea Militante”

Lavoratori campani controcorrente

Documento Lavoratori Banchi Nuovi

Non tutto il mondo del lavoro sindacalizzato si è chinato supino all’arroganza di uno stato che colpevolizza e reprime la sua popolazione, sottraendole sempre maggiori diritti, comprimendo libertà fondamentali. I lavoratori della manutenzione stradale della Campania – Banchi Nuovi di Napoli da tempo hanno manifestato la loro contrarietà all’apatia di un sindacato che non sa più riconoscere la gravità dei provvedimenti adottati dal governo (lockdown, green pass).
Un sindacato, il loro (SiCobas) che, come quasi tutti gli altri (siano confederali o di base), è sempre più parte degli ingranaggi di questa macchina infernale.
Ed è forte la motivazione che muove la loro critica radicale: “Ci concentreremo pertanto sulla gestione della pandemia, non perché riteniamo irrilevanti le altre questioni che attengono lo scontro di classe, ma perché pensiamo che su tale tema sono emerse posizioni molto preoccupanti da parte del sindacato che possono mettere in discussione la propria collocazione nel campo dell’opposizione antagonista al capitalismo“.
Ed hanno altresì molto chiaro come si va delineando il futuro “in cui il diritto a lavorare, ad avere agibilità politica e sindacale, e persino per potere avere relazioni sociali degne di questo nome, (in breve per vivere) sarà concesso solo a chi si sottometterà docilmente ai voleri dello stato e delle sue istituzioni, a chi ne accetterà il controllo rinunciando alla propria libertà

Per una discussione franca e militante in tema di gestione autoritaria della pandemia
dai Lavoratori della manutenzione stradale della Campania – Banchi Nuovi
15 dicembre 2021
Come compagni di Banchi Nuovi abbiamo segnalato in più di un’occasione che la posizione sostenuta dal Si Cobas in relazione alla pandemia ci crea parecchio disagio e ci vede fortemente dissenzienti. Vorremmo approfittare di questa occasione per cercare di aprire un confronto su tale tematica per la centralità che essa riveste nello scontro tra le classi, non solo a scala nazionale, motivare il nostro dissenso dalla linea assunta dal sindacato su questa vicenda e socializzare il nostro punto di vista. Ci concentreremo pertanto sulla gestione della pandemia, non perché riteniamo irrilevanti le altre questioni che attengono lo scontro di classe, ma perché pensiamo che su tale tema sono emerse posizioni molto preoccupanti da parte del sindacato che possono mettere in discussione la propria collocazione nel campo dell’opposizione antagonista al capitalismo. Leggi tutto “Lavoratori campani controcorrente”

Corteo Antifascista a Cesena

Corteo Cesena

L’Assemblea Antifasciste contro il green pass di Bologna partecipa alla manifestazione di Cesena in solidarietà con i compagni arrestati e contro il lasciapassare verde
Tra le poche realtà regionali che hanno compreso il potere devastante dello strumento green pass, L’osservatorio Antifascista della Romangna ha convocato per sabato 13 novembre una manifestazione cittadina. Consapevoli – come anche noi lo siamo – che il green pass rappresenti solo un aspetto dell’attuale attacco alla socialità, al lavoro, all’educazione, alla salute e alla vita nel suo complesso, l’iniziativa aveva anche lo scopo di sostenere 4 persone antifasciste condannate a settembre per avere contestato Casapound.
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13 novembre 2021
Sabato 13 novembre 2021, un centinaio di persone sono scese in strada a Cesena in corteo. I giornali e i media locali, nel riportare la notizia il giorno dopo, hanno posto l’accento solamente su qualche spinta con la polizia e sull’opposizione della manifestazione al Green Pass, tralasciando tutti gli altri punti su cui invece la stessa era stata indetta e su cui si è concentrata, dal contrasto alle politiche antiproletarie e filopadronali del governo Draghi, fino al sostegno attivo alle 4 persone antifasciste condannate a settembre per l’opposizione alla sede di Cesena di Casapound (gruppo quest’ultimo, dichiaratamente fascista, presente con alcuni suoi militanti nell’organizzazione di alcune piazze cesenati contro il Green Pass, presenza che sembra non essere un problema per chi vi partecipa, almeno per chi ne è al corrente).Ben oltre la sola questione del lasciapassare, siamo scese e scesi in strada sabato 13 novembre anche perché licenziamenti, sfratti, carovita e tagli alla sanità ci fanno schifo!